Scuole

L’EDUCAZIONE INCONTRA IL MONDO. LA CARITAS DIOCESANA INCONTRA LE SCUOLE DEL TERRITORIO PER EDUCARE AD UNA NUOVA SOBRIETA’
Anche per quest’anno la Caritas diocesana ha partecipato al progetto “Costruire la comunità. Giovani responsabili del bene comune” presentato dalla Regione Toscana.
Lo scopo del progetto è proporre nelle scuole (elementari, medie, superiori) delle Diocesi della Toscana, percorsi educativi e di sensibilizzazione per ridurre la dispersione e il disagio scolastico di molti allievi, e favorire nelle nuove generazioni la diffusione del rispetto delle diversità, la valorizzazione delle diverse culture e religioni presenti nelle classi, alimentare una rinnovata cultura di pace, promuovere nuovi stili di vita.
Caritas Lucca si inserisce in questo progetto proponendo percorsi educativi che affrontano i temi della pace e della mondialità, dello squilibrio tra Nord e Sud del mondo, della povertà e dell’esclusione sociale, dei nostri stili di vita.
Una riflessione globale rispetto al tema della sovranità alimentare, al rispetto dell’ambiente,ai consumi, al rapporto tra soddisfacimento dei bisogni e consumo, al bene comune, al volontariato e  all’ inclusione.
Al fine di raggiungere tali obiettivi, l’ufficio pastorale Caritas della Diocesi di Lucca  ha proposto nelle scuole della Diocesi tre percorsi diversificati secondo l’età degli studenti coinvolti.

Nelle scuole materne ed elementari il perorso si è chiamato “Le cose si fanno, si fanno le cose”
il primo incontro con i bambini della seconda A della scuola elementare di Lammari è  avvenuto mercoledì 19 gennaio.
Si sono proposti ai bambini due giochi, un gioco a puzzle e le scatole magiche.
Il gioco puzzle consiste nell’affidare ai bambini alcuni puzzle di legno realizzati per l’occasione rappresentanti i quattro pasti principali della giornata. Lla sfida consiste nel ricostruire il puzzle considerando che rappresenta gli ingredienti e non il cibo pronto. Con questo gioco si è voluto porre l’attenzione dei bimbi verso la produzione dei pasti, scoraggiando il consumo di cibi precotti e confezionati che hanno il vantaggio di farci guadagnare tempo ma lo svantaggio di essere meno genuini, più nocivi per la salute e per l’ambiente prevedendo spesso una notevole quantità di imballaggi.
Il secondo gioco proposto è stato quello delle scatole magiche. Nelle scatole sono stati fatti quattro buchi per permettere ai bambini di inserire le mani ed esplorare il contenuto con il solo senso del tatto, poiché le scatole rimanevano chiuse. Si è messo nelle scatole frutta e verdura di stagione e non, sfidando i bambini a riconoscerla e dopo l’avvenuto riconoscimento ad inserirla correttamente nel calendario della stagioni. Lo scopo di questo gioco è quello di far riflettere i bambini sulla propria conoscenza dei cibi, sulla loro provenienza e sulla loro stagionalità.

Nelle scuole medie inferiori proponiamo un percorso  che abbiamo chiamato “La storia delle cose” e si pone gli stessi obiettivi generali pertinenti al progetto, declinando però la riflessione verso una maggiore attenzione alla storia degli oggetti.
Con l’ausilio di una proiezione coinvolgiamo i ragazzi in una riflessione sulla storia delle merci: dalla provenienza della materia prima,  passando dalla fabbrica dove si producono altri scarti nocivi e rifiuti, al negozio, all’abitazione dove il prodotto di media rimane per sei mesi, alla discarica dove ci vorranno anni per smaltirlo o all’inceneritore, dove lo smaltimento sarà immediato ma con alti costi ambientali.
Accanto a questa parte teorica organizzeremo un baratto cioè chiederemo ai ragazzi di mettere a disposizione un oggetto o un indumento che per vari motivi non viene più utilizzato per poterlo scambiare con un’ altra cosa di un compagno, allungando così la vita degli oggetti inquinando meno e spendendo anche meno.
Infine presenteremo ai ragazzi alcune reltà virtuorìse locali come la Cooperativa Belle di niente che produce gioielli e oggettistica con materiali scarto e l’esperienza “A buon fine” della Coop  che recupera  prodotti alimentari vicini alla scadenza e li re-introduce nella catena alimentare delle mense parrocchiali ecc attraverso il lavoro di un gruppo di volontari.