Poveri di diritti

“Poveri di diritti”. XI Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia.

Lunedì 17 ottobre è stato presentato da Caritas Italiana, in collaborazione con la Fondazione Emanuela Zancan, presso la Pontificia Università Gregoriana, l’XI Rapporto sulle povertà ed esclusione sociale in Italia dal titolo “Poveri di diritti”. Titolo che nasce dalla considerazione che le persone che vivono in condizioni di povertà non solo hanno insufficienti risorse economiche, ma sono anche privati di tutta una serie di diritti quali la casa, il lavoro, la famiglia, l’alimentazione, la salute, l’educazione, la giustizia sanciti dalla Carta Costituzionale.

Alla presentazione sono intervenuti , tra gli altri, s.e. mon. Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana,  Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Emanuela Zancan onlus, mons. Giuseppe Pasini, presidente della Fondazione Emanuela Zancan onlus e mons. Vittorio Nozza, direttore di Caritas Italiana.

Il quadro che emerge è drammatico: 8 milioni e 272 mila cittadini italiani corrispondenti al 13.8% della popolazione sono poveri. Tra questi 3 milioni e 129 mila (5% della popolazione) vivono in condizioni di povertà assoluta.

Ciò che maggiormente preoccupa è l’impoverimento crescente di persone provenienti dal ceto medio-basso, persone e famiglie che fino a poco tempo fa godevano di una situazione economica relativamente tranquilla e la sempre più diffusa cultura che “la povertà non sia eliminabile, ma attenuabile con la solidarietà spontanea della società civile. In realtà è lo Stato che ha il potere-dovere di assicurare a tutti la cittadinanza piena, di garantire i diritti delle persone ed esigere l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (dall’intervento di mons. Pasini, presidente Fondazione E. Zancan).

La povertà colpisce l’11% delle famiglie, ma si passa dal 15% al 20% per le famiglie con più di due figli. La disoccupazione rimane il problema maggiore (8.4%) e colpisce maggiormente giovani (27.8%), le donne (9.8%) e gli immigrati (11.6%). È peggiorata la situazione dei precari con una retribuzione netta di ca 336 euro.

Come sostenuto da mons. Nozza, “i giovani hanno sicuramente pagato in misura più elevata la crisi”: una quota sempre più elevata va verso l’inattività prolungata, oltre il 40% dei giovani stranieri abbandona prematuramente la scuola. Solo un terzo dei giovani migliora la propria condizione sociale rispetto a quella dei genitori, la metà rimane nel ceto sociale da cui proviene e una parte cade su un gradino più basso.

Il 20% delle persone che si rivolgono ai Centri di Ascolto Caritas hanno meno di 35 anni e il numero dei giovani assistiti è aumentato negli ultimi 4 anni del 59.6%. Di questi, ben il 76.1% non studia e non lavora. Si tratta dei cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training), persone che , pur essendo in età attiva, non ricevono un’istruzione, non lavorano e non sono in cerca di un’occupazione.

Tale fenomeno non riguarda solo le grandi aree metropolitane, ma anche le zone periferiche, rurali e montane. Disagio che emerge, in particolar modo, dallo studio di Caritas Italiana sulle aree montane presente nel rapporto dal quale scaturiscono problematiche inaspettate, legate soprattutto al mondo giovanile: carenza di prospettive di inserimento professionale, migrazione forzata, difficoltà di aggregazione in particolare fra i giovani, aumento della tossicodipendenza e una diffusa povertà spirituale e culturale.

Le Caritas diocesane registrano un progressivo aumento di persone che si presentano ai Centri di Ascolto e ai servizi promossi dalle Caritas stesse, non solo nel Mezzogiorno, ma anche nel resto del paese. Tra il 2007 e il 2010, la “povertà familiare” è aumentata del 44.8% ed è aggravata spesso dall’incapacità di rinunciare a determinati livelli di consumo . “Prendersi carico e promuovere la persona nella sua interezza, rendendola soggetto consapevole del proprio riscatto è il più potente fattore di contrasto alla povertà. Bisogna prendere coscienza dei problemi e dei punti di forza e separare solidarietà da sussidiarietà” (mons. Mariano Crociata).

Barbara Macrì
Osservatorio Povertà e Risorse