AAA Volontari Cercasi

Ti piace stare con i bambini? Hai voglia di dedicare un po’ del tuo tempo ad aiutarli nei compiti e nel gioco?
La Caritas Diocesana ha bisogno della tua collaborazione per le attività di un doposcuola presso la Scuola Media “Carlo Del Prete” a S. Anna.
Le attività si stanno svolgendo nei pomeriggi di Martedì e Giovedì dalle ore 15 alle 18 e termineranno con la fine dell’anno scolastico.
Per info contatta la Caritas al: 0583/430938-39
oppure mail: animazionecaritas@diocesilucca.it

E’ nato Tientibene – un laboratorio nella città di Viareggio

È nato presso la comunità parrocchiale di San Paolino a Viareggio uno «Spazio solidequo» in collaborazione con Caritas Diocesi di Lucca.
Si tratta di uno spazio condiviso per la riflessione e l’animazione sui temi della solidarietà e della giustizia nei locali della ex-libreria Ariete.
Si trova in via Sant’Andrea, angolo via XX Settembre, a Viareggio.

In particolare la realizzazione di uno «Spazio solidequo» nasce dall’esigenza di accompagnare le iniziative di solidarietà e di promozione di nuovi stili di vita che la Comunità parrocchiale di S. Paolino anima, promuove e ospita: in particolare con riferimento alle attività della Caritas parrocchiale, del Gruppo d’acquisto solidale di Viareggio, della Comunità di Sant’Egidio, della Bottega del commercio equo.
Obiettivo dello «Spazio solidequo» è quindi quello di offrire uno spazio ai membri della comunità e alle aggregazioni di uomini e donne di buona volontà per mettere in comune e proporre tutte quelle attività che vengono svolte per diffondere uno stile di vita basato sulla solidarietà, sobrietà, integrazione, legalità…

Perchè tutto questo? La ricerca della giustizia e l’azione per la solidarietà sono l’altra faccia della carità: non può esistere carità senza solidarietà, giustizia ed equità.

Dal punto di vista pastorale la proposta si integra nelle linee definite nei Piani pastorali parrocchiali della comunità di san Paolino degli ultimi anni.

Allo stesso tempo lo «Spazio solid-equo» si pone come laboratorio per la Caritas diocesana e di tutta la Zona pastorale di Viareggio, dove sperimentare concretamente nuove forme di carità e di relazione. L’attività dello Spazio sarà coordinata con le iniziative della Commissione Giustizia e Pace della diocesi e quelle dell’Ufficio Pastorale Caritas diocesano.
Un laboratorio dunque, dove si possano pensare e praticare soluzioni di contrasto all’ingiustizia, alla povertà, alla marginalità; uno spazio condiviso di cultura che promuova la giustizia, l’inclusione, l’incontro, la corresponsabilità, la cittadinanza attiva.

Lo Spazio proporrà temi diversi nel tempo, sempre proponendo un percorso fatto da tre strumenti paralleli: riflettere, raccontare, provare. Perciò in questi spazi avverranno presentazioni di libri, come incontri di storie di vita, e proposte di buone pratiche e tanto altro.
Il primo vero appuntamento, dopo l’apertura e i primi passi delle scorse settimane, è stato l’incontro con don Luigi Ciotti, la sera del martedì grasso.

Infine una cosa non di poco conto, questo che dall’inizio abbiamo chiamato «Spazio solidequo» ha però un nome specifico si chiama «Tientibene» da «tieni bene». Nell’allestimento navale, il tientibene è un cavo o cordone che si fissa esternamente, a festone, sulle imbarcazioni di salvataggio per il sostegno dei naufraghi. È posto anche ai lati delle scale di bordo e parallelamente ai pennoni e alle aste di posta, per sicurezza e per appoggio delle persone. Insomma può indicare nel linguaggio della nautica, qualsiasi asta o mancorrente o maniglia la cui funzione sia di sorreggere chi vi si aggrappa.

Poi una nota finale: gli ambienti sono arredati con oggetti di riutilizzo o materiali di riciclo. Le sue luci e molte altre cose usate nascono dall’incontro tra un’idea di design e la spazzatura. Le pareti sono decorate con vernici ecologiche.


incontro con don Luigi Ciotti a Viareggio

Si è tenuto lo scorso 12 febbraio l’incontro don don Luigi Ciotti nella chiesa di San Paolino a Viareggio.

Erano presenti più di 500 persone che hanno assistito con partecipata attenzione fino a tardi e si sono poi recate nello spazio del Tientibene dove era allestito un rinfresco.
(foto Giacomo Mozzi)


Una delle proposte su cui mettersi in gioco: cammini di giustizia

Cammini di giustizia

Percorso sperimentale di contrasto alle nuove povertà

Il progetto si propone come modalità di intervento sperimentale nei confronti delle situazioni di indigenza economica. Nello specifico si intende sostenere un gruppo di famiglie nel percorso di uscita da una situazione di impoverimento, il “nuovo impoverimento”(rimanda ad un uleteriore link…che metto sotto). Il progetto prevede di affiancare le famiglie tramite un gruppo di volontari appositamente formati.

Sarà essenziale instaurare un rapporto di collaborazione fra la famiglia e il volontario, cercando di far comprendere a pieno alla famiglia l’importanza dell’occasione che viene loro offerta. Quindi i primi incontri del volontario con la famiglia dovranno essere finalizzati soprattutto alla conoscenza reciproca, curando che la relazione si proponga come paritaria.

All’interno di un approccio del volontario verso la famiglia di tipo principalmente relazionale saranno disseminate una serie di attività da svolgere assieme:

  • provvedere alla spesa alimentare insieme
  • preparare il pasto e consumarlo insieme,
  • sperimentare l’auto-produzione di un bene di consumo quale pane o yogurt
  • lettura delle bollette con esplicazione dei parametri
  • visita ad un negozio che vende detersivi alla spina o abiti usati….

Analisi del bisogno da cui è scaturito il progetto

Nei casi di emarginazione il modello di integrazione a cui ci si ispira è quello fornito dalla televisione e dai mezzi di comunicazione di massa: modelli basati sulla necessità di consumare, che tendono a creare finte necessità e propongono come mezzo di affermazione personale l’acquisto. Nel mare delle offerte speciali, dei pagamenti rateizzati e dei mutui per tutti è facile perdere l’orientamento e destinare buona parte delle risorse economiche alla soddisfazione di false necessità, mettendo in secondo piano i bisogni base e la possibilità di ottenere beni in modo alternativo all’acquisto, come ad esempio producendoli con risorse proprie. E’ necessario quindi agire sul modello imposto e fornirne uno alternativo che, seppur meno affascinante, possa reggere il confronto perché tangibile, a dimensione, più conveniente; e che soprattutto porti ad indirizzare le risorse economiche del nucleo familiare alla soddisfazione di bisogni veri.

I dati raccolti anche tra gli utenti caritas sempre più evidenziano infatti una nuova categoria di poveri che potrebbe essere definita “poveri da consumo”, famiglie cioè schiacchiate dall’indebitamento progressivo riconducibile ad una cattiva gestione delle poche risorse a disposizione (cfr. “Primo: ascolta. Dossier sulle povertà e le risorse nella Diocesi di Lucca, Caritas Lucca, 2010; Dossier 2010 sulle povertà in Toscana, Caritas della Toscana, 2010)

L’esperienza diretta degli operatori segnala a più riprese questa generale tendenza di tipo culturale sulla quale diventa imprescindibile intervenire per una corretta impostazioni delle azioni di sostegno.


locandina incontro don Luigi Ciotti



Caritas Lucca , P.le Arrigoni 2, Lucca - tel. 0583 430961 - caritas@diocesilucca.it.