Come cresce la povertà a Lucca

Pronto il Dossier 2010: dati preoccupanti.
A discutere le tendenze il direttore della Caritas di Torino Pierluigi Dovis. Ecco le domande d’aiuto che provengono da chi si rivolge ai Centri d’Ascolto

Dossier statistico 2010

Nel 2010, all’interno dei 16 su 18 Centri di Ascolto che hanno partecipato alla rilevazione, il numero delle persone che hanno chiesto aiuto è cresciuto di un terzo rispetto al 2009. Se nel 2009 erano stati 883, con un aumento rispetto all’anno precedente del 39%, nel 2010 le persone accolte sono state ben 1294, segno di una crescita considerevole dei bisogni da parte del territorio. Ad essere colpite sono soprattutto le donne, il 62%, anche se la presenza maschile è in crescita.

Preoccupante il dato sull’età: circa la metà del totale ha un’età compresa fra i 25 e i 44 anni, ma è in crescita anche la popolazione con più di 45 anni e addirittura di 55 anni. Più di un terzo, il 36,5% sono italiani. Un terzo delle persone accolte nei Centri d’Ascolto sono già state prese in carico anche dai servizi sociali. Particolarmente difficile la situazione di molte famiglie straniere con i figli a carico: molti sono i casi in cui almeno uno dei figli vive nel paese d’origine, con la conseguente difficoltà dei genitori, o del genitore, a mandare le risorse ricavate da redditi già scarsi nel paese d’origine.

Abstract dossier Caritas 2010

intervento dott. Dovis


Povertà, diseguaglianze e risorse a Lucca


Il discorso del Santo Padre alle Caritas Italiane

Ecco il discorso che il Santo Padre ha fatto ai partecipanti all’Incontro promosso dalla Caritas Italiana, in occasione del 40° anniversario di fondazione del nostro organismo pastorale.
Testo integrale


Accoglienza in una Terra ospitale

Caritas nelle scuole
Progetto “Accoglienza in una Terra ospitale”

E’ inziato nelle scorse settimane il percorso di sensibilizzazione in alcuni istituti scolastici della Garfagnana dal titolo “Accoglienza in una Terra ospitale”. In occasione del 2010, Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, e del 2011, Anno europeo per il Volontariato, Caritas Italiana propone un progetto di sensibilizzazione e animazione dei giovani sui temi della povertà, dell’Europa, della cittadinanza attiva e del volontariato. Nella consapevolezza della sfida educativa nella società contemporanea, vengono suggeriti piccoli percorsi formativi nell’ottica di una pedagogia dei gesti a partire dalla responsabilità di ognuno e tutti nei confronti dell’umanità come comunità di destino.
In particolare Caritas Lucca ha deciso di proporre per quest’anno una riflessione a partire dal tema proposto dai vescovi italiani per la Giornata della Salvaguardia del Creato 2011, centrato sui temi dell’educazione, dell’accoglienza e di una Terra che sia vivibile ed ospitale: “EDUCARE ALL’ACCOGLIENZA IN UNA TERRA OSPITALE”.

Il progetto propone affrontare i temi della pace e della mondialità, favorendo fra i ragazzi una riflessione che consenta di coniugare le tematiche dello squilibrio Nord-Sud, della povertà, dell’esclusione sociale e i nostri stili di vita, proponendo una riflessione globale rispetta al tema della sovranità alimentare, il rispetto dell’ambiente, i consumi, il volontariato e l’inclusione.

Nello specifico ci si propone di fornire alcuni strumenti informativi e di animazione agli studenti al fine di meglio inquadrare le dinamiche socioeconomiche del continente e ancorare la riflessione sui fenomeni di povertà a quella sui comportamenti individuali e di comunità. In particolare si forniranno strumenti per individuare e decostruire i più comuni pregiudizi riguardo al povero e al “diverso” in generale, stimolando i giovani a ricercare in maniera autonoma le proprie fonti di informazione.

Il percorso si organizza in un ciclo di 4 incontri così strutturati:

1° incontro: presentazione del percorso, decostruzione dei pregiudizi tramite lavoro di gruppo con un test preparato da Caritas italiana nell’ambito del progetto di zero poverty , bainstorming visualesulla “diversità”.
2°incontro: lavoro centrato sulla diversa percezione del “povero” secondo i vari contesti,effettuato grazie all’intervento di un esperto di antropologia visuale e fotografo e presentazione di alcuni suoi lavori in Senegal (sul ritorno anche economico dei migranti)
3° incontro: verranno presentate alcune esperienze di accoglienza come il modello Riace e le realtàdi accoglienza sul nostro territorio dei profughi di Lampedusa. Viene prevista la testimonianza diretta di uno o più di questi profughi per favorire uno spazio di discussione il più vero e vivace possibile.
4° incontro: “Che mondo sogniamo? Sogniamolo insieme!”. Aiutare i ragazzi a far emergere come vorrebbero che il mondo fosse, aiutandoli anche ad individuare percorsi concreti che possano avvicinarne la realizzazione (stile accogliente, solidale, rispettoso degli altri, della natura, etc. ) anche a partire dalle piccole cose.

Il valore aggiunto di questo nostro percorso che teniamo a sottolineare particolarmente è chegli operatori Caritas che svolgono questa attività di sensibilizzazione negli istituti scolastici sonoproprio alcuni dei ragazzi che hanno deciso di dedicare questo anno della propria vita al ServizioCivile e all’Anno di volontariato sociale in Caritas diocesana, quindi riteniamo che i percorsi proposti possano essere oltremodo significativi anche per la loro diretta ed entusiasta testimonianzadi impegno e servizio che vista anche la giovane età possa essere “immediatamente riconoscibile” dagli studenti come risposta alle problematiche che vengono trattate.


Incontro con Shirin Ebadi

SHIRIN EBADI, PREMIO NOBEL PER LA PACE 2003 CI HA PARLATO DELLE DONNE PROTAGONISTE NEI PROCESSI DI PACE

In occasione degli eventi della campagna del fiocco bianco, per la giornata contro la violenza sulle donne, la Provincia di Lucca con la Scuola per la Pace, il Servizio Politiche Giovanili, Sociali, Sportive e Politiche di Genere, e con il contributo della Caritas Diocesana di Lucca, Centro Donna di Lucca, Soroptimist Lucca, ha organizzato un incontro con il premio Nobel per la pace 2003  Shirin Ebadi.

Venerdì 25 novembre alle ore 21:00 presso la Sala Tobino in palazzo Ducale il premio Nobel Shirin Ebadi ha tenuto una conferenza sul tema “Le donne protagoniste dei processi di pace”
Dopo i saluti dell’assessore alle politiche di genere Federica Manieri e la bella introduzione di Ilaria Vietina, coordinatrice della Scuola per la pace della provincia di Lucca , la Ebadi ha trattato innanzitutto il tema della violenza sulle donne indicando molti tipi di violenza che le donne subiscono: dalla più evidente violenza fisica, alla discriminazione sui luoghi di lavoro e nella società civile, alla rappresentazione che i media fanno della figura femminile.
Assecondando l’idea che ritroviamo anche nel suo libro “La gabbia d’oro. Tre fratelli nell’incubo della rivoluzione iraniana” Milano Rizzoli 2008, in cui scrive che “Se non sei capace di eliminare le ingiustizie almeno raccontale” la Ebadi oggi gira il mondo per raccontare la propria esperienza.
Nasce nel 1947 in Iran. Quando scoppia la rivoluzione Khomeinista nel 1979 è magistrato e assiste all’imposizione del nuovo codice penale islamico che cambia completamente le basi dei rapporti dei cittadini con la legge. Il sistema giuridico iraniano fa un salto indietro di millecinquecento anni. La discriminazione sessuale viene istituita per legge e la vita di una donna da quel momento vale la metà di quella di un uomo ( solo un esempio: per un incidente occorso ad una donna, questa viene risarcita esattamente della metà della cifra che le spetterebbe se fosse un uomo).
Lei stessa viene destituita da magistrato e le viene concesso di fare da segretaria nel tribunale di cui era stata Presidente. Shirin si dimette e dopo alcuni anni di battaglie le viene concesso di esercitare l’avvocatura.
Si impegna nella difesa dei diritti civili e fonda una associazione non governativa “Society for Protecting the Child’s Rights” , per queste sue attività viene continuamente minacciata.
Comincia così la lunga battaglia di Shirin per riaffermare l’uguaglianza delle donne all’interno dell’islamismo. Shirin infatti decide di lavorare all’interno della cornice islamica, è convinta che l’Islam non è contro le donne ed è compatibile con i diritti umani e la democrazia. Indica l’errore nell’interpretazione che i politici fondamentalisti ne fanno per poter governare e perpetuare le discriminazioni.
L’errore è far corrispondere l’islam al male ( e mi viene in mente l’interpretazione spesso superficiale che in occidente si fa dell’islam).Ma Shirin è convinta della necessità di separare religione e stato. Profondamente laica intende la laicità non come disprezzo della fede ma come modo per difendere la fede dalle strumentalizzazioni del potere. Nel 2003 le viene conferito il premio Nobel per la pace ma il suo governo non cambia atteggiamento nei suoi confronti e tutt’ora
si è imposta di vivere a Londra lontana dalla sua famiglia a causa delle continue intimidazioni che le vengono rivolte.
Marisa Paolucci ha presentato il suo libro “Tre donne una sfida” in cui si racconta la vicenda diShirin Ebadi, Malalai joya e ftima Imbrahim, tre donne simbolo di coraggio e libertà.
Di Shirin si è detto, fatima Ibrahim è sudanese ed è stata la prima donna eletta in un parlamento africano e presidente della combattiva “Unione dellel donne” del suo paese. Malalai Joya, afgana, è stata parlamentare denunciando i  “crimininali di guerra” che le sedevano accanto.
Al termine dell’incontro Mons Arcivescovo Italo Castellani, ha portato i suoi saluti e un suo contributo al dibattito, sottolineando l’importanza che un Ente come la Caritas diocesana si dedichi a quest’opera di sensibilizzazione contro la violenza alle donne.



Caritas Lucca , P.le Arrigoni 2, Lucca - tel. 0583 430961 - caritas@diocesilucca.it.