Le Caritas Parrocchiali

La Caritas Diocesana, seguendo le direttive del Convegno Diocesano del 1981 “La Chiesa nel territorio”, sostenne e rafforzò il legame con le Caritas Parrocchiali, con lo scopo di sensibilizzare i fedeli alla riscoperta di Dio Amore che, con il proprio esempio, ci ha dimostrato che amando i nostri fratelli più piccoli possiamo realizzare il comandamento di Gesù “Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato”. (Gv15,9-17) La funzione pedagogica e l’aspetto spirituale della carità non si misura con cifre e bilanci, ma con la capacità che essa ha di sensibilizzare le Chiese locali, di fare in modo che ciò che si realizza abbia il carattere dell’opera segno e incarni le identità condivise delle comunità, i percorsi di crescita nell’amore da esse compiuti.

Mettere a disposizione dei fratelli le proprie energie e i propri mezzi non può rimanere unicamente il facile frutto di uno slancio emotivo e contingente, ma deve esser ripensato come l’interpellanza onesta alle nostre vite, capace di ispirare gesti concreti di comunione con chi è in stato di bisogno.

I mezzi della carità possono dunque essere ripensati in un’ottica nuova, dove l’umiltà delle risorse diventa criterio di giudizio per verificare l’evangelicità delle scelte.

Condividere denaro può essere importante, perfino necessario, ma mai sufficiente.

Viaggiare disarmati nella carità è mettere nel cesto delle offerte prima il proprio tempo, le proprie capacità, il proprio quotidiano vivere. Scegliere l’importanza dell’amore crocifisso è scegliere il passo di chi cammina accanto, piuttosto che di chi indica la strada. La pastorale dell’assistenza che fino ad oggi le nostre Chiese hanno espresso, soprattutto in momenti storici in cui lo stato sociale non garantiva il sistema di tutela per i più fragili, oggi rischia di offuscare la rivoluzionaria novità dell’annuncio: “Il povero è al centro della Chiesa, immagine di Dio”.

La Caritas non è la supplente delle Istituzioni, non esiste per sopperire ai vuoti di presenza statale, ma per essere coscienza vigile e critica della crescita della comunità intera. Bisogna operare il passaggio dal fare-per al fare-con; l’amore per il prossimo è autentico se favorisce non solo la liberazione dal bisogno, ma soprattutto l’autonomia e la promozione della persona.

La Caritas trova la sua ragione di esistere all’interno di questo itinerario. Non è quindi un “altro gruppo” da aggiungere a quelli già esistenti, ma è un “organismo” voluto dalla Chiesa, antenna per cogliere i bisogni vicini e lontani di fratelli in difficoltà e che si rivolge a tutta la Comunità, singoli e gruppi, perché ognuno si impegni nell’esercizio della carità, che non è derogabile.

Diacono

Raffaele Pacini