Le iniziative della Caritas diocesana di Lucca a seguito del disastro ferroviario di Viareggio

1. IL FATTO
Nella notte del 29 giungo 2009 un treno cisterna carico di gas GPL è deragliato poche centinaia di metri dopo la stazione ferroviaria di Viareggio, provocando l’esplosione di una delle cisterne.
Il gas fuoriuscito ha determinato esplosioni e incendi che hanno interessato principalmente le abitazioni e le attività site in via Ponchielli e via Porta a Pietrasanta, nonché grossi danni strutturali alla sede della Croce Verde.
Complessivamente sono perite nell’immediato o nei mesi successivi, a seguito delle gravi ustioni riportate, 32 persone, mentre molte altre sono quelle rimaste ferite più o meno gravemente, quelle che hanno perso la casa o l’attività lavorativa.

2. LA FILOSOFIA DELL’AZIONE
La Caritas ha inteso prestarsi quale strumento operativo che potesse segnalare in un modo concreto e visibile, benché discreto e rispettoso la vicinanza della Chiesa di Lucca a quanti avevano subito le terribili conseguenze del disastro.
La sollecita e continuativa presenza dell’Arcivescovo, la sua attenzione mostrata con la presenza sul posto fin dall’indomani, la visita ai malati nelle strutture ospedaliere, i colloqui personali con quanti colpiti, la messa a disposizione personale di fondi e dell’appartamento a Viareggio, è stata coadiuvata e supportata dall’azione più strutturata e di livello operativo e tecnico dell’Ufficio caritas.
Si è, inoltre, cercato di coinvolgere le parrocchie della zona e di amplificarne la generosità da subito segnalata e vissuta in prima persona.

3. L’INTERVENTO NELL’EMERGENZA
La Caritas diocesana si è immediatamente attivata tramite queste azioni:

a) presenza costante e il raccordo con i servizi sociali del Comune di Viareggio per la gestione della primissima emergenza abitativa delle centinaia di persone che nei primi giorni erano state evacuate dalla zona per sicurezza.
La Caritas ha partecipato a tutte le riunioni indette dal Comune subito l’indomani del dramma.

b) coordinamento dello sforzo delle parrocchie e raccolta delle disponibilità per la prima ospitalità degli sfollati, anche partecipando all’assemblea del clero del 30 giugno 2009.
Da subito furono allestiti. messi a disposizione ed occupati i locali di:
- parrocchia di san Paolino,
- Casa di riposo Sacro Cuore
- parrocchia di sant’Antonio
Furono inoltre messi a disposizione ed allestiti altri locali nelle parrocchie cittadine che non furono però necessari, grazie all’accoglienza trovata dagli evacuati presso amici e familiari in altri quartieri della città.

c) promozione di una raccolta fondi che si è concretizzata nelle seguenti iniziative:
- raccolta speciale in tutte le parrocchie della diocesi (14 luglio 2009)
- destinazione al dramma delle offerte dell’Opera Sociale di santa Croce
- destinazione al dramma delle offerte raccolte durante l’avvento
- richiesta dell’attivazione di una sottoscrizione da parte delle altre Caritas toscane.

Od oggi la cifra raccolta è di 77.957 euro.

È da sottolineare che il dato non è ancora definitivo, poiché alcuni sporadici versamenti continuano ad arrivare e poiché il versamento da parte delle Caritas toscane non è ancora stato effettuato.

4. L’INTERVENTO SUL MEDIO PERIODO
Al fine di trovare la destinazione più adeguata per le risorse in tal modo raccolte si è cercato fin da subito di instaurare una collaborazione con il Comune di Viareggio, nelle persone dell’assessore al sociale e del sindaco. Nonché dei dirigenti preposti alla gestione del dopo-disastro.

Le linee di azione sono state due:

a) reperimento alloggi sostitutivi per quanti non potevano rientrare nelle proprie abitazioni a medio termine.
Attraverso il coordinamento della Caritas sono state concretizzate 3 situazioni di accoglienza:
- parrocchia di san Paolino
- reperimento di un’abitazione di un privato nei pressi di via Mazzini
- appartamento del vescovo
Sono stati inoltre messi a disposizione due altri alloggi reperiti nell’entroterra versiliese, i quali non sono però stati utilizzati.

b) Attivazione di contributi e percorsi di supporto a vittime.
La modalità di attivazione dei percorsi di sostegno economico fu discussa e concordata con il vicario di zona di Viareggio, don Dante Martinelli e il vicario per la Caritas di Viareggio, don Gianfranco Rossi e, su loro suggerimento, si scelse di entrare in rapporto e coordinarsi con il Comune di Viareggio, ente preposto alla gestione della situazione e al coordinamento di tutti gli aiuti provenienti da altre istituzioni o soggetti vari.

Al di là dell’intervento coordinato con il Comune, si stabilì un contributo di 10.000 euro alla croce Verde di Viareggio, duramente colpita dall’evento, la quale aveva subito danni alle strutture e ai mezzi.

Il primo contatto stabilito dalla Caritas con il Comune, nella persona del sindaco risale al 28 luglio (la raccolta fondi era stata attivata il 14 luglio).
Al primo contatto sono seguite altre tre sollecitazioni tramite lettere formali e svariati contatti telefonici, ma né il sindaco, né l’assessora Pardini da lui indicata quale referente per la gestione della situazione si sono resi disponibili prima di settembre, a causa delle ferie.
La delibera che formalizzava tramite convenzione il rapporto tra Caritas e Comune di Viareggio, dopo numerose e reiterate pressioni da parte della Caritas stessa, è stata ufficializzata dalla giunta solo in data 19/01/2010.
Il testo della convenzione è allegato alla relazione presente.

Attraverso la convenzione si regolano, dunque, in via generale i rapporti tra Diocesi e Comune riguardo alla gestione del fondo di solidarietà creato tramite le offerte raccolte dalla Diocesi e si rimanda a progetti di volta in volta specificati per l’attivazione di contributi o altri strumenti di supporto.
Si chiarisce che le categorie primariamente oggetto di supporto da parte di Caritas sono quelle ascrivibili a forme di maggior disagio.
Si propone al Comune di Viareggio di avanzare richieste specifiche alla Caritas attraverso il Servizio sociale dopo ché le proposte iniziali siano state accolte anche dalla commissione appositamente creata dal Comune nella quale siedono anche rappresentanti dei comitati delle vittime. Il merito delle singole proposte sarà poi discusso e valutato da Caritas stessa.
Nel quadro di questa modalità operativa sono stati ad oggi attivati i seguenti interventi:

- sig.ra Biancalana Alessandra: sostegno di integrazione al reddito di 1000 euro al mese per sei mesi da gennaio a giugno 2010, con successiva valutazione del da farsi.
Attivazione di uno stage presso il Servizio pubblica Istruzione del Comune di Viareggio, al fine di coadiuvare un percorso di fuoriuscita dalla solitudine di Alessandra e l’apertura di prospettive occupazionali per la stessa, connesse a un progetto europeo che il Comune ha in animo di attivare.
La signora ha perso il suo compagno nella strage, raggiunto dall’esplosione mentre andava al lavoro, e si è ritrovata senza un reddito, dovendo mantenere la figlia e pagare il mutuo della casa.

- sig. Ilio Cappelli: contributo di euro 400 al mese per sei mesi, da rinnovare eventualmente per altri sei mesi dopo successiva valutazione di medio termine.
Il signor Cappelli è un anziano che nel disastro ha perso il fondo dove svolgeva la sua attività, che era parte integrante del suo reddito e dove conservava i ricordi di una vita. Al momento si trova in un profondo stato depressivo ed ha grosse difficoltà economiche, visto che la sua pensione è di 400 euro al mese, di cui 300 usate per l’affitto del fondo dove attualmente ha spostato la sua attività.

-sig.ra Giuseppina Morri. Contributo di euro 400 per sei mesi, rinnovabili per ulteriori sei mesi dopo successiva valutazione di medio termine.
La signora, già in difficoltà precedentemente al disastro, viveva in via Ponchielli assieme al fratello che era in affitto in una casa andata distrutta. Al momento la signora ha entrate saltuarie che, dovendo affrontare delle operazioni, non saranno più garantite ed ha difficoltà anche nel pagare le bollette della casa dove attualmente è in affitto.

- sig. Courrier Giorgio. Contributo una tantum di euro 6500. Il sig. Currier, artigiano, per molti mesi non ha potuto lavorare, pur dovendo continuare a pagare tasse e contributi e ha dovuto far fronte all’acquisto di nuovi macchinari per la sua attività.

- signor Wilmer Artur Silva. Contributo di euro 500 al mese per sei mesi. Il signor Silva ha assistito per molti mesi in ospedale la sorella Elisabeth, in seguito purtroppo deceduta per le gravissime ustioni. In questi mesi non ha potuto lavorare, trovandosi quindi privo di una fonte di reddito. Inoltre il signor Silva ha in progetto di portare a studiare in Italia i due figli della sorella come lei desiderava.

- Orlando Cheli. Contributo di euro 700 al mese per la durata di tre mesi eventualmente rinnovabili, pervia valutazione.
Il signor Cheli viveva in affitto in via Ponchielli con il contributo in conto affitto dei servizi sociali. A breve la Regione interromperà la copertura del suo attuale contratto di affitto, lasciandolo a dover far fronte ad una situazione per lui insostenibile.

- Sig.ra Frasca Claudia: 1450 euro per pagamento spese viaggio dei familiari del defunto Campo Rosario.
Rosario è morto nel disastro ferroviario, al semaforo della Croce Verde mentre passava con lo scooter. La moglie Claudia è miracolosamente sopravvissuta ma è uscita dall’ospedale solo il mese scorso, ed oggi vive con i figli dal suocero in Sicilia. I familiari di Rosario vennero immediatamente a Viareggio e sostarono presso un hotel della zona. Le spese dell’albergo rientravano nei costi coperti dall’Amministrazione Comunale, le spese di viaggio no, per cui ad oggi la famiglia di Claudia deve ancora pagare l’agenzia per il proprio trasferimento e rientro.

Sono allo studio, inoltre, i seguenti ulteriori 2 casi:
- sig. Ferrari Maurizio: attivazione stage lavorativo per 3 mesi con un contributo di euro 800 al mese.
Il signor Ferrari ha da sempre problemi di disoccupazione, vive coi genitori nella casa di via Ponchielli di loro proprietà che deve essere ristrutturata per i danni subiti nell’esplosione e versa in uno stato di profonda depressione. Attualmente si dedica saltuariamente a lavori di volantinaggio e accudisce i due anziani.

- sig.ra Chiara Di Vicino. Attivazione di una borsa.
Chiara è cugina dei piccoli Lorenzo e Luca Piagentini morti nell’esplosione insieme alla loro madre Stefania. La famiglia di Chiara si sta occupando del piccolo Leonardo, il bimbo sopravvissuto simbolo della tragedia e del padre Marco uscito dall’ospedale solo a Natale, ma fortemente segnato dalle terribili ustioni. Chiara ha una lieve disabilità e si auspica che questa borsa lavoro possa aiutarla ad inserirsi in un percorso lavorativo, nonché sollevare la madre dal suo accadimento per qualche ora la giorno, al fine di poterle consentire di stare più vicino al piccolo Leonardo, per il quale è la figura femminile più prossima.

5. L’ACCOMPAGNAMENTO
Al di là dei contributi materiali, Caritas diocesana si è impegnata ad accompagnare in un modo discreto, ma costante quanti sono stati colpiti dal lutto del disastro.
In particolare:
- si è partecipato al gruppo di preparazione della prima veglia di preghiera per le vittime, organizzata a pochissimi giorni dal dramma nella Parrocchia di san Paolino

- si è seguita la costituzione dell’associazione “Il mondo che vorrei” che riunisce i parenti delle vittime, partecipando ufficialmente alla loro presentazione pubblica e segnalando la solidarietà in presenza durante i presidi da loro organizzati davanti alla Procura della Repubblica

- si è attivato una sorta di “tutoraggio” che accompagna tramite visite periodiche, contatti telefonici ed altri mezzi ogni persona presa in carico dal fondo Caritas, tenendo conto della loro situazione complessiva e non solo economica e privilegiando la cura dell’aspetto relazionale con questi.

- ci si è fatti promotori di una condivisione di quanto accaduto con le altre Caritas toscana, ospitando a Viareggio il convegno regionale delle caritas e organizzando nell’occasione un momento di discussione e informazione relativo a questo tema.


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