QUANDO ALLARGO LE BRACCIA, I MURI CADONO

“Quando allargo le braccia, i muri cadono”, è proprio questa l’esperienza che si è sperimentata nella casa di accoglienza diocesana “Alle Querce” di Segromigno in Monte, di cui sabato 12 maggio si è  festeggiato  il primo anno di attività.

Il servizio di accoglienza, fortemente voluto dall’Arcidiocesi di Lucca tramite la Caritas, come risposta al crescente disagio abitativo osservato nelle categorie dei cosiddetti “nuovi poveri”, in particolare le donne ed i bambini, è stato pensato per le esigenze di chi, per storie diverse e dolorose,  si è trovato improvvisamente in una situazione di emergenza abitativa.
Le ospiti rimangono nella casa per un periodo di tempo molto limitato, durante il quale grazie al lavoro delle operatrici della Cooperativa Odissea, della Caritas diocesana e delle numerose volontarie che ruotano attorno alla struttura viene individuata una possibile soluzione abitativa e di uscita dalle condizioni di povertà, pensata in rete con i servizi sociali territoriali.In questo primo anno di attività 7 donne e 6 bambini hanno abitato la casa, inviate dai centri di ascolto e dai servizi sociali dei Comuni.

Sabato si sono festeggiate le persone che si sono  incontrate grazie all’esistenza della casa, e   si è festeggiato anche un modo di accogliere, di diventare partecipi e corresponsabili delle situazioni difficili che abitano la città e i territori.

Alla presenza dell’arcivescovo Mons.  Castellani, Don Luigi Sonnenfeld, rettore della Chiesetta del Porto di Viareggio ha introdotto il tema dell’accoglienza, è seguito uno scambio di esperienze fra I responsabili di alcune strutture che sul territorio di Lucca praticano l’accoglienza quotidianamente.
Dopo la S. Messa la festa è proseguita con un momento più conviviale grazie alla presenza del clown Gigia che ha divertito I bambini delle case di accoglienza ospiti della manifestazione e di Marco Panattoni, un musicista Lucchese che ha intrattenuto con canti popolari e cantautorali, il pubblico più adulto.


5 X 1000

Calafata è una cooperativa agricola e sociale che produce vino, olio, miele, polline sulle colline intorno a Lucca, in una campagna bellissima e a rischio di incuria.
L’attenzione alla terra incontra in Calafata le storie e le vite di persone che sembravano non avere altre possibilità nel mondo. Portare con se una malattia mentale, uscire da un carcere, da un percorso di recupero non è facile, essere utili a qualcuno dopo e durante queste esperienze è quasi impossibile.

Se vuoi dare una mano puoi acquistare i loro prodotti, sostenendoli come socio sovventore o destinandogli il 5 X 1000.
Basta una firma e questo numero 02230750461 sulla tua dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico).


Centro di ascolto di Castelnuovo Garfagnana

Forse meglio che citare frasi  di personalità importanti è realizzare opere evitando così come spesso accade una forte dicotomia tra le citazioni e le azioni incongruenti che seguono, però in qualche caso si può fare delle eccezioni. In questo momento particolarmente difficile ci aiuta a riflettere la seguente citazione di  Paolo VI (popolorum progressio 1967) “Quando tanti popoli hanno fame, quando tante famiglie soffrono la miseria, quando tanti uomini vivono immersi nell’ignoranza, quando restano da costruire tante scuole, tanti ospedali, tante abitazioni degne di questo nome, ogni sperpero pubblico o privato, ogni spesa fatta per ostentazione nazionale o personale , ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo intollerabile. Noi abbiamo il dovere di denunciarlo. Vogliano i responsabili ascoltarci prima che sia troppo tardi.”
La Caritas a Castelnuovo Garfagnana  da alcuni anni opera nella  parrocchia, avvalendosi dell’attività di diversi volontari, in stretta collaborazione con le altre associazioni ( Conferenza S. Vincenzo etc) ed i Sacerdoti , senza troppi clamori con la volontà e la finalità di dare una risposta alle attese dei poveri presenti nel nostro territorio.
Naturalmente gli interventi di aiuto sono attivati tenendo conto del territorio e dei suoi bisogni, dalla constatazione che sul territorio non ci sono analoghe risposte, della esigenza che la comunità si faccia carico della presenza dei poveri, della fedeltà alla parola ed alla eucaristia ed infine coinvolgendo tutte le varie realtà territoriali ecclesiali o civili.
Gli interventi devono tendere sempre di più a caratterizzarsi come non assistenziali ma promozionali, a far diventare le persone di cui ci si prende cura  soggetti del proprio riscatto , devono investire le strutture ed i servizi pubblici ma soprattutto devono essere la vera espressione della comunità ecclesiale e non di alcuni delegati a questa attività.
In particolare abbiamo potuto gestire nel corso dell’anno 2011 oltre alle ordinarie risorse i fondi assegnateci dalla Caritas Diocesana di  Lucca previsti nel Progetto “Cammini di Giustizia” con l’obbiettivo di accompagnare 6/7 famiglie per un periodo di tempo di circa un anno  con lo scopo di superare difficoltà economiche e di impostazione della vita famigliare. La nostra scelta dopo una serie di incontri è caduta su 3 famiglie Nord Africane che soffrono dell’assenza di lavoro, su 3 famiglie italiane in situazione di disagio a causa di separazioni, convivenze di fatto particolarmente difficili e disagio causato da dipendenze oltre che da redditi insufficienti  ed infine  da una famiglia proveniente da paese dell’Est Europa emigrata  per ragioni di persecuzione politica. Tutte queste situazioni,  inserite nel contesto sociale dei nostri paesi montani, sono  conosciute dalla Azienda Sanitaria e dalle Amministrazioni Comunali,  gli interventi sono stati  effettuati  in una logica di rete con l’intento di dare un aiuto coerente con gli obbiettivi generali sopra richiamati.  I risultati ottenuti sono da valutare positivamente anche se non risolutivi purtroppo. La causa principale è   la crisi economica che investe il nostro paese e che coinvolge a pieno il territorio nel quale operiamo, la Garfagnana ove risulta particolarmente difficile, sia trovare una occupazione stabile a persone non particolarmente formate professionalmente sia trovare lavori saltuari per le difficoltà economiche delle piccole imprese e delle famiglie.
Questa esperienza ci ha convinto ancora di più, ammesso che ce ne fosse stato bisogno, che dalla crisi si può uscire sia come Paese sia come comunità con un di più di solidarietà, mai da soli. Infatti è difficile immaginare  che l’Italia possa uscire dalle sue  difficoltà senza l’aiuto dell’Europa e l’Europa non può uscire dalla crisi senza il concorso   dell’Italia e  questo vale per ogni singolo Stato e per ogni singola persona.  Nel frattempo si sono presentati al Centro di ascolto una nuova tipologia di soggetti. Persone cinquantenni  che hanno  perso il lavoro. La loro famiglia viveva di quel lavoro e per questi casi non vi sono  molti ammortizzatori sociali, perché dipendenti di piccole imprese. Molto importante, quindi che il progetto “Cammini di giustizia” possa  estendersi a queste famiglie e continuare per un altro anno così come venga confermata la solidarietà delle nostre comunità cristiane ai fratelli che attraversano un periodo di difficoltà.  Altra emergenza è quella di dare un risposta  all’esigenza di accogliere, per un breve periodo,  i senza tetto per dare loro il tempo di cercare una soluzione dignitosa. La parrocchia dopo alcune esperienze negative sta tentando di mettere a disposizione della Caritas una piccola struttura che serva allo scopo, con l’aiuto morale e concreto di tutti speriamo di riuscirci.

I volontari del Centro di Ascolto di Castelnuovo Garfagnana


Festa dell’Accogliere

“Quando allargo le braccia, i muri cadono”, è proprio questa l’esperienza che si è sperimentata nella casa di accoglienza diocesana “Alle Querce” di Segromigno in Monte, di cui sabato 12 maggio si festeggia il primo anno di attività.
Il servizio di accoglienza, fortemente voluto dall’Arcidiocesi di Lucca tramite la Caritas, come risposta al crescente disagio abitativo osservato nelle categorie dei cosiddetti “nuovi poveri”, in particolare le donne ed i bambini, è stato pensato per le esigenze di chi, per storie diverse e dolorose, si è trovato improvvisamente in una situazione di emergenza abitativa.
Le ospiti rimangono nella casa per un periodo di tempo molto limitato, durante il quale grazie al lavoro delle operatrici della Cooperativa Odissea, della Caritas diocesana e delle numerose volontarie che ruotano attorno alla struttura viene individuata una possibile soluzione abitativa e di uscita dalle condizioni di povertà, pensata in rete con i servizi sociali territoriali. In questo primo anno di attività 7 donne e 6 bambini hanno abitato la casa, inviate dai centri di ascolto e dai servizi sociali dei Comuni.
Sabato si festeggiano, dunque, le persone che sono state incontrate grazie all’esistenza della casa, e si festeggia anche un modo di accogliere, di diventare partecipi e corresponsabili delle situazioni difficili che abitano la città e i territori. Per questo, sono state invitate le esperienze di accoglienza attive nel territorio della diocesi.

La giornata comincerà alle ore 17:00, quando, alla presenza dell’arcivescovo Mons. Italo Castellani, Don Luigi Sonnenfeld, rettore della Chiesetta del Porto di Viareggio introdurrà un momento di confronto sul tema “Accogliere oggi, una sfida per le comunità”.
Seguirà la S. Messa alle ore 18.30 e un buffet.
A divertire i bambini ci penserà il clown Gigia e Marco Panattoni proporrà un repertorio di canzoni popolari e di cantautorato italiano.

Per informazioni: Caritas Diocesana
www.caritaslucca.it;
animazionecaritas@diocesilucca.it
tel 0583 430939.


Servizio Civile Regionale

Buone notizie di primavera! Sono aperte le selezioni per 2 posti di Servizio Civile Regionale in Caritas Lucca.

Qui trovi il bando e la modulistica necessaria per fare richiesta.

Il progetto sul quale chiediamo di fare servizio si chiama “Cammini di Giustizia” e riguarda l’accompagnamento dei ragazzi e le famiglie in difficoltà con particolare attenzione ai nuclei immigrati e alle nuove forme di disagio. Attraverso la partecipazione a diversi servizi strutturati in supporto delle storie di fragilità che entrano in contatto con i nostri punti di ascolto, chiediamo ai ragazzi in servizio civile di aiutarci a costruire e animare strumenti per promuovere l’autonomia: dal doposcuola, all’educazione agli stili di vita, fino al supporto alimentare e al riutilizzo di beni di consumo…

Le domande possono essere presentate entro il 27 aprile presso Ufficio Caritas consegnandole a mano, per fax allo 0583/430939 o per posta all’indirizzo Ufficio Caritas Piazzale Arrigoni 2, Lucca.

Per ulteriori informazioni consulta il sito http://giovanieservizio.caritastoscana.it/



Caritas Lucca , P.le Arrigoni 2, Lucca - tel. 0583 430961 - caritas@diocesilucca.it.