FESTA DEI POPOLI 2015

Il tavolo di partecipazione cittadina L’asola e il Bottone, promosso da Caritas vi invita alla Festa Dei Popoli, una giornata d’incontro e condivisione tra le diverse culture presenti sul territorio con lo scopo di vivere insieme un piacevole giornata di primavera all’insegna dei valori interculturali, della pace, del dialogo tra i popoli, della legalità e dei diritti umani.

Una serie di spettacoli ed eventi collaterali finalizzati a far conoscere le cultura, le tradizioni popolari, l’arte e le condizioni socioeconomiche dei paesi di origine delle diverse comunità etniche, nonché a promuovere momenti di riflessione e di approfondimento sulle tematiche legate alle migrazioni e alla convivenza pacifica tra i popoli.

Domenica 7 giugno alle ore 16.00
Parco della montagnola, San Concordio, piazza Aldo Moro, Lucca

QUINTA FESTA DELL’ACCOGLIERE

Si svolgerà sabato 23 maggio persso al Casa di Accoglienza “Alle Querce” la quinta Festa dell’Accogliere

QUANDO ALLARGO LE BRACCIA I MURI CADONO


Terremoto in Nepal, Caritas si attiva per popolazione colpita

Sono migliaia le vittime già accertate, ma il bilancio è ancora provvisorio, del sisma di magnitudo 7,9 che ha colpito lo stato asiatico del Nepal nella mattina del 25 aprile , con epicentro tra la capitale Kathmandu e la città di Pokhara. Altissimo anche il numero dei dispersi sotto le macerie, in una zona dall’alta densità di popolazione ed in cui le costruzioni sono spesso fatiscenti. Anche nei paesi circostanti le forti scosse sono state avvertite in modo distinto.

Il direttore di Caritas Nepal, padre Pius Perumana S.J.ha dichiarato: «Si tratta del peggior terremoto di cui ho mai avuto esperienza; le scosse di assestamento sono state ancora molto forti e da quello che possiamo constatare al momento potrebbe trattarsi di una una situazione di grave emergenza». Al primo esame, ci sono moltissimi danni fisici, con il crollo di molti edifici, e molti altri che presentano crepe. «Grazie al cielo – aggiunge padre Pius – il terremoto si è verificato di giorno e durante una festività, cogliendo quindi molte delle persone all’aperto».

La rete Caritas si è subito attivata per portare aiuto agli sfollati, grazie alla mobilitazione a sostegno di Caritas Nepal.

“Le condizioni ancor più preoccupanti – dice Mahindra, program manager di Caritas Nepal, al momento in Dhulikeli, a sud est di Kathmandu, dove si stava svolgendo la Conferenza sull’agricoltura di Caritas Asia – sono le condizioni dei distretti rurali, dove i danni sono ingenti, le popolazioni molto povere e difficilmente raggiungibili. Le informazioni che ci arrivano da lì parlano di devastazione e di assenza di soccorsi”. L’aeroporto, distante circa un’ora da Dhulikeli, viene aperto e chiuso a singhiozzo e questo rende anche difficile il rientro dei delegati Caritas presenti alla Conferenza.
A Kathmandu Caritas Nepal si sta concentrando al momento nel fornire riparo, teloni di plastica e fogli di lamiera, cibo e acqua alle popolazioni colpite. Ancora molti dormono per la strada. Le scosse di assestamento si susseguono e la notte scorsa la pioggia ha ancor più complicato le operazioni di soccorso.
Caritas Nepal, in coordinamento con le altre Caritas della rete internazionale, si sta organizzando per fornire anche supporto psicologico alle vittime. I bisogni sono crescenti e si cerca di raggiungere soprattutto le famiglie più vulnerabili, con minori, anziani e disabili.
Per questo la Caritas rilancia l’appello alla solidarietà, sottolineando che con 25 euro si possono fornire alimenti essiccati per una famiglia per un mese, mentre con 10 euro si può assicurare:
acqua per una famiglia per una settimana;
-  una tenda per ospitare 3 famiglie;
-  30 kg di riso sufficienti per una famiglia per un mese;
Caritas Italiana ha messo a disposizione un primo contributo e, grazie anche ai suoi operatori nell’area, resta in costante contatto con le Caritas dei paesi colpiti, in coordinamento con l’intera rete Caritas.
Anche la Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato dei fondi in favore del nunzio apostolico in India e Nepal.
Caritas Italiana, da anni presente nell’area anche con propri operatori, esprime vicinanza nella preghiera ed ha messo a disposizioneuna prima somma di 100.000 euro per fornire il proprio supporto, insieme a tutta la rete di Caritas Internationalis, a fianco delle Caritas locali e delle popolazioni colpite.
Per sostenere gli interventi in corso, si possono inviare offerte a Caritas Italiana, via Aurelia 796 – 00165 Roma, tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: “Asia/terremoto Nepal”

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
• Banca Prossima, piazza della Libertà 13, Roma – Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113

Staff Caritas distribuisce aiuti

Fermiamo la strage dei migranti: le richieste delle Organizzazioni Cattoliche al Governo Italiano

Caritas Lucca condivide l’appello lanciato dalle organizzazioni cattoliche, fra cui Caritas Italiana, per mettere in atto misure coraggiose che fermino la continua strage dei migranti nel Mar Mediterraneo.

FERMIAMO LA STRAGE DEI MIGRANTI: LE RICHIESTE DELLE ORGANIZZAZIONI CATTOLICHE AL GOVERNO ITALIANO

Appello congiunto delle Organizzazioni cattoliche

aderenti alla Campagna Cibo per tutti. È compito nostro

In vista della convocazione della riunione straordinaria del Consiglio Europeo chiesta dal Governo italiano, per la giornata del 23 aprile, riteniamo nostro indispensabile dovere richiamare i Capi di Stato e di Governo alle proprie responsabilità, in quanto rappresentanti di Stati che si dichiarano garanti dei diritti umani.

Le organizzazioni promotrici della campagna Cibo per tutti. È compito nostro, riunite il 22 Aprile in occasione dell’evento nazionale della campagna dal titolo “Cibo per tutti? Nutrire il pianeta è compito nostro”, sottoscrivono un appello al Governo Italiano con richieste precise in vista della seduta di domani:

  • ·         le centinaia di migliaia di profughi che premono alle frontiere dell’Europa, spinti da guerre e fame, che muoiono in mare per il proprio sogno di felicità, sono persone, nostri fratelli, nostro prossimo;
  • ·         tale valutazione è in linea con il dettato costituzionale e con la Carta della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite e risponde all’antropologia cristiana nella quale noi ci rispecchiamo. Ne discende che un’iniziativa militare, fosse anche mirata, porterebbe ad una escalation di violenza, oltre a non essere efficace per risolvere il problema;
  • ·         un intervento armato, fosse anche circoscritto, metterebbe a rischio i paesi europei della sponda mediterranea, inclusa l’Italia, per eventuali ritorsioni di ogni genere da parte di formazioni estremiste;
  • ·         va rilevato che una pressione armata straniera impedirebbe alle numerose fazioni libiche sul campo qualsiasi forma di coesistenza con i migranti provenienti da Oriente e dall’Africa subsahariana. Tali formazioni troverebbero più conveniente provvedere allo sterminio sistematico dei profughi piuttosto che provvedere al loro mantenimento.
  • ·         non accettiamo la logica del “ciò che non vediamo non esiste”: centinaia di migliaia di persone muoiono e subiscono violenza in Eritrea, Somalia,Sudan,Etiopia, Repubblica centro africana, Mali, Sierra Leone, Nigeria; senza dimenticare le popolazioni che provengono dal versante medio orientale come la Siria.

CHIEDIAMO

  • ·         una politica europea nuova ed originale sulle migrazioni con la costituzione di una agenzia europea per le migrazioni;
  • ·         l’attivazione urgente di un’azione europea per arrivare alla stabilizzazione della Libia, attraverso la formazione di un governo di unità nazionale; va ricordato infatti che qualora venisse inviata una forza di peace keeping essa potrebbe operare solo con il consenso di un governo locale nel rispetto del diritto internazionale;
  • ·         di intercettare i flussi prima che arrivino i profughi, attraverso la costituzione di corridoi umanitari e uffici riconosciuti dall’ONU che diano visti umanitari in Egitto, Tunisia, Marocco, Algeria e, laddove è necessario, il conferimento dello status di rifugiato politico da parte dell’UE modificando l’accordo di Dublino.

Sottoscrivono l’appello:

CARITAS ITALIANA, FEDERAZIONE ORGANISMI CRISTIANI SERVIZIO INTERNAZIONALE VOLONTARIO, AZIONE CATTOLICA ITALIANA, ASSOCIAZIONI CRISTIANE LAVORATORI ITALIANI, ASSOCIAZIONE COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII, ASSOCIAZIONE ITALIANA MAESTRI CATTOLICI, BANCO ALIMENTARE, CINECIRCOLI GIOVANILI SOCIOCULTURALI, CENTRO SAVERIANO ANIMAZIONE MISSIONARIA/CENTRO EDUCAZIONE ALLA MONDIALITÀ, CENTRO TURISTICO STUDENTESCO E GIOVANILE, COMUNITÀ DI VITA CRISTIANA ITALIANA / LEGA MISSIONARIA STUDENTI, FONDAZIONE CAMPAGNA AMICA, EARTHDAY ITALIA, MISSIO, MOVIMENTO ADULTI SCOUT CATTOLICI ITALIANI, MOVIMENTO CRISTIANO LAVORATORI, PAX CHRISTI ITALIA, SALESIANI PER IL SOCIALE/FEDERAZIONE SERVIZI CIVILI E SOCIALI-CENTRO NAZIONALE OPERE SALESIANE, UNIONE CRISTIANA IMPRENDITORI DIRIGENTI, FONDAZIONE CULTURALE RESPONSABILITÀ ETICA.

AVSI, CENTRO TURISTICO GIOVANILE, CONFEDERAZIONE COOPERATIVE ITALIANE, FEDERCASSE, FEDERAZIONE SCOUTISTICA ITALIANA, MOVIMENTO GIOVANILE SALESIANO, MOVIMENTO RINASCITA CRISTIANA.


NON E’ PIU’ MARE. E’ UN SEPOLCRO

«Credo che in qualche punto dell’universo debba esserci un archivio in cui sono conservate tutte le sofferenze e gli atti di sacrificio dell’uomo. Non esisterebbe giustizia divina se la storia di un misero non ornasse in eterno l’infinita biblioteca di Dio» (Isaac B. Singer).

Ancora una strage.
“fino a quando Signore?” (salmo 13).
Ma soprattutto: fino a quando, uomini dell’Occidente?

Mio Dio, ti prego, metti luce nella nostra vita,
luce nella nostra morte;
che vi sia luce nelle nostre tenebre,
e nel giorno della Risurrezione.
(preghiera di un pellegrino alla Mecca)



Caritas Lucca , P.le Arrigoni 2, Lucca - tel. 0583 430961 - caritas@diocesilucca.it.